I detti

Le parole

  

L'acqua 'e San Pietro martere

Questo detto fa riferimento ad un pozzo di acqua pura ed incorruttibile che era presente nel convento dei padri Domenicani di S.Pietro martire all'Universita' in via Luigi Palmieri. Si dice che questa acqua non l'ha mai bevuta una persona corrotta. A dire il vero, recatomi nel suddetto convento, non ho trovato traccia di questo pozzo. Puo' darsi che sia stato chiuso perche' nessuno vi beveva!!!

 

Fessarie 'e cafe'

Sono da riferirsi agli inutili e futili discorsi e discussioni che si svolgono seduti ad un tavolino di un bar a prendere un caffe'. Si introduce, appunto, in quelle discussioni che da inutili possono diventare serie tanto da compromettere amicizie o affari. Per rimediare e/o sospendere la cosa si dice "so' fessarie 'e cafe'".

 

'A sporta d''o tarallaro

'A sporta d''o tarallaro e' quel cestino che il venditore ambulante di taralli (figura oramai scomparsa dallo scenario partenopeo), porta sulle spalle o in testa. Il cestino, suo malgrado, e' costretto a girovagare insieme al suo proprietario nella speranza di svuotarsi al piu' presto. Lo si puo' riferire, quindi, ad una persona o cosa che e' costretta a continui spostamenti nella speranza che prima o poi si fermi.

 

Povero Maronna-Povero Cristo

Si e' fatta spesso, nel passato, molta confusione tra questi due termini. Vale quindi la pena, per i pochi che non lo sapessero, ripetere e separare i due concetti. Il Povero Maronna e' quel personaggio il cui prossimo gli si e' accanito contro. Il Povero Cristo e' invece avversato dalla sorte.

 

'A neve 'int' a' sacca

Molto tempo prima che il ghiaccio e i metodi di conservazione venissero prodotti artificialmente, i generi alimentari venivano conservati nella neve che veniva trasportata dalle montagne vicine (Molise, Irpinia e Monte Faito). Il trasporto da queste zone avveniva tramite carretti portati in tutta fretta. Si fa quindi riferimento a questi episodi per definire una persona che ha molta fretta e sembra che abbia 'a neve 'int''a sacca.

 

Mantenere 'o carro p''a scesa

Il motto porta subito alla mente la fatica che si doveva fare per mantenere un carro su di una discesa, per evitare che questo scivolasse via. E' questa una immagine che chiarisce, un modo figurato ma efficace, il concetto di diplomazia.

'A galletta 'e Castiellammare

Tipica definizione di persona avara. L'origine si deve riferire ai biscotti duri insipidi (gallette) che i marinai si portavano a bordo e che, per poterle mangiare, immergevano nell'acqua di mare. In questo modo si ammorbidivano e si insaporivano con il sale contenuto nel mare. Siccome il tempo di permanenza dell'ammollo era elevato, si puo anche dire a persona avara che "e' stata trentasej'anne pe' mmare a nun s''e spuniata ancora".

Pe vvintinov'e ttrenta

Si indica così una situazione risolta positivamente all'ultimo momento grazie alla scelta giusta fatta su due o piu' possibilita' di cui solo una e' la migliore. E' evidente il significato cabalistico-fallico del primo termine.

'Na vutat''e mente

E' quell'istante in cui la mente umana puo' cambiare idea o opinione. Cio' dimostra (semmai fosse nacessario) come le opinioni siano variabili a seconda della situazione in cui ci si ritrova. Il riferimento e' chiaramente dovuto all'italico mutata mente divenuto in napoletano "'na vutat''e mente.

'A scigna 'ngopp'o' rucchiello

Quante volte abbiamo visto al circo le scimmie che si impegnano a camminare su cilindri rotolanti. Ebbene a tale immagine e' paragonata la persona che cerca di tenersi in equilibrio su di un supporto immaginario.

'A messa scaveza

Detta anche 'A messa pezzuta, e' paragonata alla cerca che le fanciulle facevano scalze per raccogliere fondi da destinare alla celebrazione di una messa votiva. Quindi una persona che fa 'A messa scaveza, al fine di ottenere i risultati prefissi, insiste oltre ogni limite con chiunque gli capiti a tiro.

'A fine d''e gguardie regge

Agli inizi del ventennio fascista, le camicie nere misero militarmente in ginocchio l'armata delle guardie regie napoletane. A questo episodio si riferisce la meschina fine di un episodio o una situazione che sembravano sotto il nostro controllo.

'O puzzo 'e Santa Patrizia

Si usa questa frase per indicare l'infinita insoddisfazione degli incontentabili. C'e' pero' molta confusione circa la localizzazione del pozzo in questione. Vi e' quello nel convento di S.Gregorio Armeno in cui si venera la Santa, e l'altro (molto piu' probabile) di S.Patrizio, vicino Orvieto, noto per la sua grande profondita'.

Ji truvanne a Cristo dint''e lupine

Così viene indicata l'eccessiva pignoleria. La frase fa riferimento alla leggenda secondo cui la Madonna, per ricompensare il pino che l'aveva aiutata a nascondere il figlio, facesse si che l'interno dei pinoli avessero la forma della mano di Cristo. Il privilegio non fu concesso alla pianta di lupini perche' aveva negato il suo aiuto.

'A cca' 'a pezza e 'a cca' 'o sapone

Modo simbolico ma molto efficace per indicare che non si fa credito. Il riferimento e' da ricercare nel baratto che facevano i rigattieri. In cambio di pezze e stracci davano sapone (per questo motivo erano anche detti "sapunari").

'E recchie 'e pulicano

Avere "recchie 'e pulicano" tutti sanno che vuol dire avere un ottimo udito, una capacita' di "sentere" anche il minimo bisbiglio. Il riferimento e' all'udito del pellicano perche' questo volatile riesce a sentire il pigolio dei suoi piccoli nel nido anche a grandissima distanza.

'A soccia mano sta dint''e guantare

Agli avari ed alle persone eccessivamente parsimoniose viene rivolta questa frase per indicare la difficile elargizione monetaria dalle mani dei suddetti. Il riferimento e' dovuto al ricordo di una enorme mano che era esposta per scopi pubblicitari nel noto quartiere dei guantai.

Addo' va!

E' di obbligo, durante un brindisi, rispondere Addo' va! al consueto 'A salute!. Questo per indicare che 'a salute vada tutta a favore dello stomaco che ricevera' la bevanda.

ll'Accademia 'e ll'ova toste

In italiano si traduce come "l'Accademia delle uova sode". In effetti rende bene l'idea: quando ci si imbatte in discussioni eccessivamente animate per argomenti di futile utilita' e senza arrivare a nessuna conclusione. Il riferimento letterale e' presto detto. Un tempo, nelle locande gli avventori spesso si sfidavano in questo modo: vinceva chi riusciva ad ingoiare il numero maggiore di uova sode senza bere alcun liquido. Tutti conosciamo la difficolta' che si ha nell'ingerire uova sode senza bere.

Parla quanne piscia 'a gallina!

Lo si dice ad una persona di cui si vuole il silenzio piu' lungo possibile. Questo perche' nei tempi andati si pensava che la gallina, avendo un unico orifizio, non fosse abilitata alla funzione descritta nel detto.

'A mosca dinto 'o viscuvato

Lo si riferiva per lo piu' in occasione di pranzi poveri di sostanza e quantita' per cui si paragonava ad una mosca che nel suo volare si perde nell'immensita' di un lougo ampio quale quello di un vescovato.

 

Mappina posta 'mperteca

In cima alle pertiche, si sa, vi e' la bandiera che e' simbolo di amor di patria e che viene esposta incutendo rispetto e dedizione. In napoletano, invece, 'a mappina posta 'mperteca e' una donna sozza, sporca che fa di tutto per mettersi in mostra come si puo' mettere in mostra una straccio su di un'asta.

Culo 'e mal'assietto

Questa locuzione non si riferisce a persona che non riesce a sedersi per problemi di carattere intestinale, bensì a persona cui risulta difficile stare un momento ferma in un posto per irrequietezza o turbolenza caratteriale.

Cuopp'allesse

Si indica con questo termine, una donna dalle forme tanto sgraziate da paragonarla al cuoppo che si fa con un foglio di giornale, e con cui si incartano le castagne allesse (bollite). Le castagne, rilasciando umidita', bagnano il foglio facendolo afflosciare e deformare. Da quì il paragone.

'O Cippo a Furcella

Con "S'arricorda 'o Cippo a Furcella" si indica un avvenimento avvenuto in epoca talmente remota il cui ricordo e' vago ed incerto. Il Cippo era il monumento posto vicino Forcella che fu usato per esporre le teste tagliate durante i famosi 10 giorni di Masaniello nel 1647.

A tre asse

E' lo stato di incertezza, precarieta'. Il paragone all'asso e' dovuto al fatto che, nel Tressette, e' inferiore al tre. Quindi con tre assi in mano c'e la certezza quasi assoluta che non si avranno i tre punti.

L'urdemo lampione 'e Forerotta

Le persone che non hanno voce in capitolo o grossa considerazione vengono indicate così in riferimento all'ultimo lampione che si trovava a Fuorigrotta e che era numerato 6666 che nella smorfia indica una persona quattro volte scema.

Zi Nnacc''o Pennino

Si indica una persona, in genere donna, dalle forme inferiori non molto aggraziate. Il riferimento e' ad una certa "Zia Nacca" che abitava nel quartiere Pendino ed era famosa, appunto, per il suo bacino smisuratamente irregolare.

Na bona pella p''o lietto

Il riferimento e' chiaramente di carattere sessuale e rivolto ad una donna "facile". Molti sono i dubbi sul riferimento di "pelle". L'unico che abbia ampia credibilita' e' quello latino. Infatti con "scortum" si indica sia "pelle" che "meretrice".

Si 'o carro nun sedogne, nun cammina

Mai detto popolare e' stato piu' attuale in questi ultimi anni. La bustarella, il pizzo, la tangente sono solo moderni vocaboli per indicare cio' che ci e' sempre stato: la corruzione. Infatti basta ungere per ottenere a volte servizi che sarebbe nostro diritto avere.

'E nemmiccule cu 'e spiungule

E' in questo modo che vengono ironicamente provocate le persone esageratamente meticolose. Infatti risulta molto difficile ed estremamente meticoloso riuscire a mangiare le nemmiccule (le lenticchie) avendo come unica posata uno spillo!

'O caccavo 'e Santa Maria 'a Nova

E' in questo convento che anticamente i frati preparavano i pasti per i poveri in un enorme pentolone ('o Caccavo). Ed e' in questo modo che si indica l'insaziabilita' di alcune persone: non basterebbe il contenuto di un caccavo per sfamarli.

Lietto astritto cuccate mmiezo

Questo detto e' un invito ad adattarsi senza troppe pretese nei casi di necessita', pur riconoscendo, nella forma, il consiglio a scegliere, comunque, il posto piu' comodo. Infatti al centro del letto la posizione, si sa, e' piu' comoda e sicura.

Vino a una recchia

Il vino buono, si sa, quando rivela il suo effetto fa si che la testa del bevitore si chini da un lato o dall'altro. Questo movimento maschera una delle orecchie. Nel caso contrario, cioe' quando il vino non e' buono, la testa si china in avanti ed il vino viene definito a "ddoje recchie".

L'esercito 'e Francischiello

Vengono cosi definite un gruppo di persone che mancano di organizzazione e potere decisionale andando allo sbando. Il riferimento e' con l'esercito borbonico di Francesco II che, dopo la sconfitta di Gaeta, si sfldera'.

Pe vvintinov'e ttrenta

è una situazione risolta positivamente all'ultimo momento. E' evidente il significato cabalistico-fallico del primo termine.

'A messa scaveza

e' paragonata alla cerca che le fanciulle facevano scalze per raccogliere fondi da destinare alla celebrazione di una messa votiva. Quindi una persona che fa 'A messa scaveza, al fine di ottenere i risultati prefissi, insiste oltre ogni limite con chiunque gli capiti a tiro.

 

'A cca' 'a pezza e 'a cca' 'o sapone

indica che non si fa credito. Il riferimento e' da ricercare nel baratto che facevano i rigattieri. In cambio di pezze e stracci davano sapone.

 

‘Quanno nu’ sai fa o scarparo nu scassa o cazz’ e semmenzelle

Tipico ammonimento fatto a chi non sa fare le cose ma vuole farle o far vedere di essere in grado di farle , la semmenzelle sono i tipici chiodini usati dai calzolai, quindi, quando non sai fare il calzolaio non rompere il cazzo ai chiodini.

 

Chiacchiere e tabbacchere e lignammo o' banco e napoli nu ne impegna

Chiacchiere e tabacchiere di legno non valgono nulla e il banco di Napoli non le prende in pegno:

si usa per nettere a tacere chi sta facendo discorsi inutili

 

Me stai dann’tutta carta e musica e suono e valanza

Letteralmente mi stai vendendo tutta carta da musica e suono di bilancia, molte volta nei mercati napoletani si usava incartare gli alimenti in fogli di carta da musica ( e non so per quale oscuro motivo forse essendo più spessi contribuivano ad aumentare il peso) peso tra l’altro mai certo perché usando i venditori le bilance a mano per gli acquirenti il peso era un fatto del tutto aleatorio.

Quanno li frii sienti l’odore, quando li cunti sienti i dolori

Antico aneddoto riferito a un pescivendolo che vendeva pesce marcio e a un frate che pagava con moneta falsa, tipico di chi si sta truffando a vicenda nell letterale " quando li friggi sentirai che odore,quando farai i conti sentirai che pianti"

 

 

Le parole I detti

Alluccare

Alzare la voce, strillare, gridare, tutti termini che in napoletano vengono rappresentati da questo termine. Vale anche come rimproverare. Quindi un bambino irrequieto viene alluccato se combina pasticci. L'origine e' sicuramente latino medievale. Infatti si indicava con alucus (quindi alucari e poi alluccare) l'allocco, quell'uccello caratteristico per i suoi strilli ed allucchi.

Ammartenato

è una persona che si atteggia a guappo, da spavaldo con gli altri. Deriva dal "Martino" che nel gergo malavitoso indica il coltello. Il perche' si chiami cosi' il coltello, molto probabilmente lo si deve alla presenza della spada che di S.Martino ha con se. Si puo' anche indicare, al femminile, una donna, in genere del popolo, che vuole prevalere sulle altre vuoi per bellezza vuoi per possibilita' economiche.

Ammuccars

e dare ascolto a verita' rivelatesi poi false. Ecco, in quel caso ci siamo ammuccati una bugia prendendola per vera.. La derivazione etimologica non puo' essere che mmoccca (in bocca), cioe' qualsiasi cosa ci dicano con la bocca, gli crediamo ingenuamente.

Annuzza'

sta a significare il semi-soffocamento dovuto a cibi troppo secchi o andati di traverso (succede anche quando si parla mentre si mangia). Si puo' anche indicare un qualcosa che fallisce, che non viene realizzato, che, appunto, "s'annozza". Deriva da "nuozzolo" con cui si indica il "nocciolo" della frutta che, se ingerito incautamente, s'annozza 'ncanna!

Appicceca

' si intende attaccare, incollare e deriva dall'italiano appiccicare. Come molte parole italiane, pero', basta cambiare la posizione dell'accento che la parola assume un significato piu' specifico. Infatti si intende litigare, attaccare briga.

Arravuglia'

avvolgere, incartare ma vuol anche indicare imbrogliare, raggirare, confondere. Si indica anche, come verbo riflessivo, il chiudersi nelle lenzuola o in un caldo cappotto. Per ultimo si indica anche la difficile situazione di chi si trova "arravugliato" dai troppi debiti. .

Arrunza'

I significati di questo vocabolo indicano sia il compiere un lavoro in maniera approssimativa e con scarsa professionalita', sia l'investire una persona. Viene dal dialetto spagnolo di Maiorca arrosar che si traduce in rifinire male.

Arteteca

irrequietezza, agitazione, movimenti continui, deriva dal tardo latino arthritica che indica quella conosciutissima malattia che colpisce le ossa delle gambe. Il riferimento alla irrequietezza e' tutto partenopeo. Per cui di un bambino in continuo movimento si dice: sta criatura tene arteteca

Caccavella

è quel contenitore, in genere costruito in creta, discendente del caccavo (in rame) in cui il ragu' pensa e i fagioli pippiano. Si possono indicare con questo termine anche orologi, automobili e quant'altro si voglia ironizzare per la loro forma, a volte sproporzionata. Con il termine caccavella, si indica anche quello strumento musicale composto da un contenitore a forma di pentola ricoperta di pelle d'asino in cui e' infilata un'asticella che, strofinata con le dita della mano, produce il caratteristico suono del PUTIPU'.

Cacciuttiello

cane, di piccola taglia o di piccola eta', in napoletano viene sempre indicato con cacciuttiello. Il termine viene fuori dalla fusione dei due sostantivi italiani caccia e cucciolo.

Caiòla

e' la gabbietta in cui svolazzano gli uccellini ma l'antico termine indicava soprattutto il posto della vedetta sull'albero maestro delle navi.

Canzo

e' dare il tempo, l'opportunita' e l'occasione di fare qualcosa. Dal greco Kàmpto' che si traduce io piego, il canzo deriva.

Cafone

Il contadino, lo zotico oppure (in senso offensivo) una persona scortese e maleducata, si indica con questo termine.Nell’etimologia della parola ca-fone ovvero con la fune da coloro che dalla provincia di Napoli arrivavano nella città tenendosi con una fune per paura di perdersi.

Cantero

il vaso da notte, usato un tempo da tutti gli esseri umani. Indica anche, un uomo di poca considerazione, di poco valore. L'origine puo' essere duplice, infatti: latino: Cantharus greco: Kantharos.

Carusiello

e' quel contenitore di varie forme in cui si mettono le monetine ricevute, per accumularne molte e comprarne giocattoli.

Cazzimma

e' il cercare di prevalicare a tutti i costi sugli altri danneggiandoli. Quindi "tene 'a cazzimma" quella persona che alla malignita' aggiunge la cattiveria.

Chiavica

si intende il luogo lurido in cui convergono le acque piovane presenti nelle strade. Luogo frequentato da ogni sorta di animale putrido 'A zoccola (il topo da fogna, e si usa per offendere una donna).

 

Chiachiello

mancanza di serieta' e con scarsissima intelligenza, personaggio insopportabile, antipatico, imbecille. Sulle origini si sono fatte piu' ipotesi: 1) dal greco Blakikos (indolente,codardo) 2) Qualqhier (tipo qualunque) 3) origine onomatopeica da Clacc- come in Chiafeo (stupido,sciocco) derivato dall'incrocio di Clacc- con Babbeo. A voi la scelta. Resta comunque il fatto che oggi, purtroppo, i chiachielli ne sono parecchi.

Chiattillo

e' la classica piattola, il piattolone che si attacca addosso e produce fastidiosi pruriti. Si indica, in ambito scolastico, il secchione che vuole assolutamente partecipare alle lezioni anche nel caso in cui l'istituto scolastico vada deserto. Deriva dal latino Plattillum dalla forma appiattita del corpo del chiattillo.

Currea

indica la cintura, in genere di cuoio, che sostiene i pantaloni. La sua derivazione etimologica si trova nel latino Corrigia con cui si indicava la stessa cosa.

Fareniello

persona smanciosa oltre ogni limite di decenza, intrigante senza ritegno, cascamorto fuori misura, bellimbusto che crede, con il suo comportamento, di apparire persona spiritosa, ma risultando poi estremamente antipatica. E' interessante conoscere l'origine di questo vocabolo. Dovete sapere, ma molti di voi gia' lo sanno, che durante le rappresentazioni teatrali c'era il personaggio dell'amatore che doveva essere, per esigenze di copione, sempre di aspetto giovanile. Il carattere ed il comportamento da DonGiovanni, lo facevano ardente amatore ed instancabile conquistatore di cuori femminili. Per l'attore che interpretava la parte, andava bene finche' era giovane ed aitante. Quando queste qualita' venivano ad appiattirsi ed inesorabilmente eliminarsi con il trascorrere degli anni, il povero ex-giovane attore doveva in qualche modo evitare che il pubblico vedesse sul suo volto i segni del tempo. Allora si spargeva sul volto quantita' enormi di farina (antesignano del collagene) . Cosi "infarinato" l'attore poteva mascherare l'eta' e continuare ad interpretare l'amatore. Da qui' l'origine di fareniello o farinello, cioe' di persona che vuole apparire cio' che non e' affatto.

Figlio 'e 'ntrocchia

Furbizia, scaltrezza e "sape' fa'" sono qualita' tipiche del figlio 'e 'ntocchia. Il riferimento piu' ovvio e' quello latino intra oculos (negli occhi) divenuto 'ntrocchia. Quindi questo personaggio e' capace di fare qualsiasi furbizia senza farne accorgere al malcapitato, anzi gliela fa int'a ll'uocchie.

 

Guallara

e' "l'ernia" L'origine e' tutta araba. Infatti deriva dalla trasformazione del termine arabo "'adara" in wallara (che tradotto significa appunto ernia) quindi la traformazione tutta napoletana in uallera. Altri termini sono collegati, vi troviamo: guallaruso, guallecchia.

 

Guaglione

e' il ragazzo che sa come affrontare situazioni difficili e complicate nonostante la sua giovane eta'. In genere gira per le strade in cerca di lavoro, oppure come fissa occupazione presso bottegai (guaglione 'e puteca)

Jacuvèlla

il nome Giacomo e' anche indicativo di persona sempliciotta e sciocca. Quindi trasformato in jacuvella diventa un ternine indicativo di intrighi, moine chiassose

Lloco

si indica un luogo, un sito e tutti gli avverbi del tipo costa', in questo luogo con le sue varianti 'o vi lloco (ecco qua'), 'a lloco (da questa parte), 'o ij lloco (eccolo). La derivazione etimologica e' semplice: dal latino illo, loco che ha lo stesso significato.

Loffa

si tratta di una parola di origine onomatopeica cioe' fa parte di quei vocaboli il cui suono imita esattamente, o quasi, la cosa che rappresenta. Come saprete con loffa si indica il peto non rumoroso ma puzzolente. Si puo' altresì indicare una donna volgare in termine dispregiativo.

Lota

si indica la melma, il fango. Si usa spesso anche per indicare una persona il cui comportamento e' discutibile a tal punto da considerarlo una "lota", cioe' un qualcosa di schifoso, di melmoso come lo sono gli antipatici e gli insopportabili. L'origine e' latina. Infatti con "lutum" si indicava la stessa cosa. Il plurale di "lota" e' la "lotamma" o "lutamma", direttamente dal latino "luta" a sua volta plurale di "lutum".

Lumèra

La lumèra indica sia la miccia che la donna volgare. Infatti per accendere un lume bisogna dar fuoco alla miccia. E basta una piccola fiammella per accenderla.

Mantesino

e' quel tipico grembiule che le massaie indossano per evitare di sporcarsi i vestiti da eventuali schizzi mentre cucinano.

Mappina

si intende un cencio qualsiasi, uno strofinaccio, un pezzo di stoffa con cui le casalinghe levano via la polvere dai mobili. Altro significato assume se viene rivolto ad una donna: un'offesa indicandola come persona poco seria e volgare.

Muccaturo

E' il termine con cui si indica il fazzoletto. L'origine e' sicuramente latina. Infatti tra i verbi latini semisconosciuti compare il "muccare" che indica, appunto, soffiarsi il naso.

Mùmmara

anfora in terracotta in cui veniva mantenuta l'acqua in ambienti freschi. In particolar modo sono famose le Mùmmare che le bancarelle, addobbate con limoni, vendevano colme di acqua ferrata delle sorgenti del Monte Echia (ll'acqua e' mummare)

Nacchennella

e' colui che, per la sua stupidità, irrita oltre ogni limite, tanto da desiderare di prenderlo a ceffoni ! L'origine e' francese, infatti deriva da "n'a qu' un oeil" che significa "vedere con un occhio solo".

 

'Ngoppa

si indica "su" o "sopra". Bene, e' proprio con "coppa" che si indicava "sopra" nell'italiano antico.

'Nnaccaro Deriva dal caratteristico suono delle nacchere spagnole. Si puo' anche indicare una persona che compie un'azione dispettosa e poco seria.

Ntalliato

' si indica uno stato di smarrimento momentaneo, un imbambolarsi tipico della persona distratta che, nonostante gli si rivolga la parola, sembra essere da un'altra parte.

'Nzallanuto

E' la persona che sembra confusa, intontita, stordita, associato per lo piu' a persona anziana (viecchio 'nzallanuto).

'Nzevato

qualcosa di unto, di scivoloso. La sostituzione della "e" con "i" porta al "sivo" che ha lo stesso significato di 'nzevato.

'NZINO

significa "in seno" oppure "nel grembo" Quando si dice "purta' 'nzino" significa "portare in seno" e si puo' anche usare per indicare "portare in braccio". Quindi si puo' dire: "Purta' nu criature 'nzino = prendere un bambino in braccio". Deriva dal latino "in sinus" che vuol dire, appunto, in seno.

'Nziria e' il capriccio, il piagniucolio, la bizza fatta dal bambino. Il vocabolo molto sicuramente deriva dall'unione di "in" ed "ira". Quindi e' "andare in ira" = 'nziria'. Ci sono molti modi di dire la stessa cosa. Fra questi vi segnalo: zirria, zirra, zirruso, zirre, 'nzeriuso.

'Nzisto

'Nzisto una persona spavalda, prepotente. Anche i bambini particolarmente vivaci si dicono che sono 'Nzisti. Deriva dal latino insistere, ed in particolare dal suo presente insistens.

'Nzuvarato

indica qualcosa di allappante, di gustoso da morsicare. Deriva dal suvaro, il sughero che, teoricamente, addentandolo produce una sensazione piacevole.

Pacchiano

Pacchiana era identificata anche come l’antagonista del munaciello, uno dei tanti spirtelli che infestavano gli angoli bui di Napoli essa erra rappresentata da una dona molto spesso in carne vestita in abito molto coloratisi da questo si indica anche indica una persona che ha cattivo gusto nel comportarsi o nel vestirsi.

Pàppece

e' quel fastidioso insetto che pian piano rode e fora i cereali e che si trovava spesso anche in casa. Deriva dal latino pappàre che si traduce in divorare

Pazzariello

La persona giocosa, briosa, gioviale, ma il termine e' molto piu' conosciuto per indicare quel tipico banditore che, accompagnato dalla musica, girava per le strade di Napoli facendo propaganda a negozi di recente apertura o di nuovi prodotti. Era in effetti quello che oggi si chiama pubblicitario. Deriva da Pazzia' che indica, come dicevo, giocare, scherzare il quale deriva dal greco paizo' traducibile in giocare ma anche pazzo o impazzire.

Pernacchio e pernacchia

"Il primo è lo sberleffo forte o debole, lungo o corto, ma sempre solerte e costruttivo , insomma maschio; la seconda è uno sberleffo molle e pigro, tumido e sdraiato, come un’odalisca sui tappeti, insomma è femmina"

Pertuso

e' il piccolo buco, il pertugio. Tutto cio' che e' stretto e piccolo si indica con pertuso: vicolo, luogo stretto, piccolo foro.

Pignata

e' la pentola in cui si cuociono i cibi. Deriva dal latino pignata da cui deriva anche il pignatiello che e' la piccola pentola.

Pireto

e' quel soffio di aria non proprio odorosa che proviene dall'ano.

Pizza

pietanza Napoletana. Sulle origini del termine si sono fatte molte ipotesi. Quella che si ritiene piu' accettabile e' la provenienza dal latino APICIA (piatto preparato dal famoso cuoco Apicio nell'antica Roma)

Rattuso

Uomo lascivo,libidinoso, che approfitta dei luoghi affollati per palpare le donne altrui.

Ricchione

I marinai spagnoli indossavano grandi orecchini, talmente pesanti da allungare il lobo dell'orecchio. A cio' aggiungete i lunghi periodi di navigazione senza donne che favorivano rapporti omosessuali ed percio li chiamavano ricchioni.

Sajttèra o saittella

e' quell'apertura che si trova ai bordi dei marciapiedi in cui affluisce l'acqua piovana sgombrata dalle strade e che porta alla condotta fognaria. E' anche il rifugio preferito dai ratti o zòccole.

Sbariare

e' una forma di vaneggiamento, di instancabile attivita', di delirio. Deriva dall'italiano svariare che indica, appunto, non stare mai fermi su di un proposito variando sempre ed in continuazione.

Scarda

e' la tipica scheggia, la scaglia, la squama. In genere si usa in senso dispregiativo (scarda 'e cesso). Deriva dal tedesco Skarda traducibile come "spaccatura"

Scetars

Lo svegliare, il destarsi oppure in forma riflessiva riprendere l'attivita', riprendere vigore, diventare astuto

Seccia

indica colui che porta sfortuna. I nefasti eventi possono accadere o per la sua quantomai inopportuna presenza (Me puorte seccia), oppure per le sue tragiche previsioni (Nun fa' 'a seccia). Il legame con la seppia e' intuitivo: spruzzare il nero del malaugurio..

Sciammeria

si indica una lunga giacca con coda, una gentiluomo, oppure l'atto sessuale. Deriva dallo spagnolo "chamberga" poiche' durante il Risorgimento a Benevento il partito della "giamberga" era quello degli aristocratici mentre quelli della "giacchetta" erano i rivoluzionari. Quindi da allora per indicare coloro che si atteggiano da signori si dice che indossano una "sciammeria". La connessine con l'atto sessuale la si puo' trovare, appunto, nella baldanza e nel vanto di una "sciammeria" che alcuni uomini si "fanno".

Sciasciòna

indica una donna grassa e simpatica, bisogna partire da sciascia' che vuol dire tranquillita' e serenita'. Sciasciarse e' godersi una situazione particolarmente gradevole.

Scugnizzo

il ragazzo di strada che si diverte con gli altri per i vicoli di Napoli. Il termine deriva da uno dei classici giochi che si faceva tra monelli : o' strummolo. (dal greco strombos che si traduce in trottola) Scopo principale del gioco era quello di scugnare (da Scugna' che deriva dal latino ex-cuneare traducibile in rompere con forza) lo strummolo dell'avversario.

Scumma'

Si indicano con scumma' due azioni: schiumare e colpire al naso tanto forte da far sanguinare copiosamente.

Scurnuso

dal verbo scuorno vuol dire, come dice la parola stessa, avere vergogna o scorno.

Sfaccimma

e' una delle piu' brutte parolacce che si possa trovare nella lingua napoletana. La parola letteralmente in italiano vuol dire "sperma", puo' indicare una persona furba, in questo caso la persona si dice "figlio e sfaccimma" che non e' offensivo. L'origine viene dall'italiano "sfacciato" che vuol dire uomo intrapendente e frontato. State attenti a come usate questo vocabolo poiche' qualcuno potrebbe offendersi, perche' e' vero che ci sono molti "figli e sfaccimma" ma e' altrettanto vero che ci sono anche parecchi "uomini e sfaccimma"(uomini di nessun valore). Si puo' anche dire "Ma che sfaccimma!!"ed indica un esortazione del tipo "Ma che diamine!".......

 

Solachianiello

Si occupava della riparazione delle scarpe. Insomma il ciabattino, il calzolaio. E' una parola composta da sula' e chianiello

Strangulaprievete

In origine gli gnocchi erano di pasta tanto dura da strozzare gli ingordi preti !

Stuppolo

Tappo, o stoppaccio fattodi stoppa, ed anche una persona a noi non gradita per le sue intemperanze.

Tavùto

cassa da morto

Tofa

è una conchiglia di mare da cui si puo' ricavare un suono soffiandoci dentro, oppure e' quel suono prolungato che indica l'entrata e l'ingresso da stabilimenti (celebre la "tofa" del porto), oppure puo' essere un'insulto all'indirizzo di madre o sorella altrui.

Zompapereta

e' una parolaccia che non ha un significato effettivo: e' offensiva e basta. La si rivolge perlopiu' alle ignare mamme di chi e' oggetto dell'insulto. Si potrebbe riferire la "pereta" per indicare la eccessiva facilita' di costume (le donne di facili costumi vengono indicate cosi') e il "zompa" potrebbe indicare un marcamento del "peretonaggio".

  

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